La nostra storia
Chi Siamo
Sclavia nasce dalla passione condivisa di Andrea Granito e Lello Ferrara per il vino, il territorio e la valorizzazione delle varieta autoctone dell’Alto Casertano.
Fin dall’inizio non volevamo costruire una semplice azienda vitivinicola, ma seguire un percorso di recupero culturale e agricolo di un territorio rimasto a lungo ai margini dell’enologia italiana. Eppure qui il vino ha radici profonde: già Plinio il Vecchio citava il vinum Trebulanum, e nel Settecento i Borbone scelsero proprio queste uve per la corte di Caserta. Rimetterle in vigna, per noi, significa ricomporre i pezzi di una storia che si era interrotta.
Dal 2014 entra stabilmente nel progetto Lucia Ferrara, oggi socia e figura di riferimento della cantina. Con la sua formazione umanistica e la sua esperienza nel mondo del vino, contribuisce a definire un’identita che unisce agricoltura, cultura, paesaggio e racconto del territorio.
I vigneti e il territorio
Il cuore di Sclavia è a Liberi, sui Monti Trebulani, uno degli areali più vocati dell’Alto Casertano. Sono colline calcaree e minerali, con forti escursioni termiche e una ventilazione costante che mantiene le uve sane e profumate. Qui crescono le vigne storiche di Pallagrello Bianco, Pallagrello Nero e Casavecchia: gli stessi vitigni che un tempo erano quasi spariti e che oggi raccontano, meglio di qualsiasi parola, chi siamo.
Le acquisizioni strategiche
2018 — Castel Campagnano
Le vigne gia di Nanni Cope, da cui nasceva Sabbie di Sopra il Bosco. Un patrimonio viticolo di rilevanza nazionale ora custodito da Sclavia.
2019 — Pontelatone
I vigneti di Fiano e Asprinio, da cui nasceva Polveri della Scarrupata. Freschezza e tensione minerale che definiscono il Calu.
Reinterpretare il patrimonio vitivinicolo dell’Alto Casertano con sensibilita contemporanea: questo e il cuore del progetto Sclavia.